I segreti del Castello di Roncade

La marca è il territorio dove si crea valore. Raccontiamo storie di marca perché vogliamo cercare, trovare e mettere in rilievo tutti i gesti, i dettagli e i comportamenti che troppo spesso rimangono nascosti. La nostra specialità è immergerci nelle marche alla ricerca di particolari preziosi, di nuove prospettive, di parole non dette – da elevare e mettere in risalto come meritano.

Un antico fossato e mura medievali merlate, con tozze torri quadrate agli angoli e due torri circolari ai lati del portale d'ingresso, racchiudono una villa veneta cinquecentesca.
Il castello sorge al centro di Roncade, città trevigiana a poca distanza da Venezia. Per la sua architettura viene considerato tra i primi esempi di villa veneta.
Passiamo il ponte che collega la strada alle mura, ed è qui che è iniziato il viaggio nel tempo. Davanti a noi un sentiero di sassi, delle galline che girano libere e alberi secolari. Ai lati del sentiero, che va dal portale d'ingresso sino alla villa, c'è un piccolo esercito di statue settecentesche che rappresentano i fanti dell'esercito della Serenissima. 

Il sogno

Come le storie più belle, anche questa è partita da un sogno. Il sogno di Tito Ciani Bassetti di voler produrre vino di qualità, come quello francese. Il Barone ha infatti studiato l’arte dell’enologia in Francia tra i chateau di Bordeaux. I chateau non sono altro che castelli: in Francia era tipico produrre il vino all'interno dei castelli. È questo il motivo per cui la famiglia Ciani Bassetti ha cercato un castello.

Il castello di Roncade, infatti, era la dimora perfetta per coltivare il sogno di una produzione propria di vini di qualità.
In realtà, ed ecco svelato il segreto, il Castello di Roncade non è un castello vero e proprio, le torri non sono di guardia, nelle mura non è presente il ballatoio e le piccole torrette sopra alla villa sono decorative: una canna fumaria camuffata per quando il camino era acceso d’inverno. Ma la maestosità di questo complesso ci invita a chiamarlo castello. 

La famiglia Ciani Bassetti 

Il nostro punto di partenza è una stanza ricca di foto, premi e ricordi. Giulio, la guida che ci accompagna, estrae due raccoglitori ad anelli di cuoio marrone scuro dall'aria antica. Al loro interno ci sono articoli, foto, cartoline, menu di ristoranti dove viene citato il vino del Castello: ricordi di famiglia che ci vengono condivisi con gioia. C'è anche una foto con il principe Carlo d'Inghilterra.

In quel momento entrano nella stanza il barone Vincenzo Ciani Bassetti e il figlio Claudio. Cogliamo così l'occasione di porgere qualche domanda per conoscerli meglio. «Com’è vivere in un castello?» Claudio ci risponde «In realtà è molto piacevole, mantenerlo in forma e renderlo bello è una grossa responsabilità». Continuiamo: «Come vi sentite da quando avete aperto casa vostra al mondo? Com'è nata questa idea?» Vincenzo, iniziatore del turismo nel castello, ci risponde «Abbiamo gente di tutte le internazionalità che viene qui, è un modo per stare in contatto con il mondo. Il vino è un prodotto che avvicina le persone. Noi abbiamo sempre avuto clienti che venivano dall’estero e c’era la necessità di farli alloggiare. Quando avevamo iniziato, 40 anni fa, non c’erano molte strutture che offrivano ospitalità, ci piace condividere questa bellezza».

Sugli scaffali c'erano diverse bottiglie di vino, di annate diverse. Sull’etichetta di quasi tutti i vini c'è uno stemma con una scritta in latino che coglie la mia attenzione “non sibi sed patriae”. Chiedo cosa significhi e insieme rispondono «Non per sé stessi ma per la patria, i Ciani Bassetti sono grandi patrioti». Ed è così che inizia il racconto del Castello di Roncade, anche se in realtà dobbiamo tornare indietro nel tempo di 500 anni.

Storia del castello

Il castello venne costruito dalla famiglia Giustinian alla fine del 1400, non era solo una dimostrazione di potere ma un alloggio strategico per il commercio con Venezia. Giulio ci racconta che l’edificio negli anni è stato utilizzato come campo soccorso, durante la prima guerra mondiale, e base per i tedeschi durante la seconda. Si riescono a intravedere ancora delle scritte sui muri a testimonianza di quel periodo.

La proprietà viene rilevata dalla famiglia Ciani Bassetti, di origine trentine, all’inizio del Novecento. Con dedizione e impegno hanno ristrutturato il Castello, reduce anche del bombardamento di Treviso, e hanno reimpiantato i vigneti. Hanno cercato di rispettare, per quanto possibile, l’utilizzo dei materiali originali e hanno sempre tenuto in considerazione la struttura iniziale. Negli anni, questo luogo ha alimentato la passione vinicola della famiglia e la continua ambizione di elevare la qualità dei vini prodotti.

Questi lavori hanno portato alla luce tante nuove scoperte che gli storici e appassionati non si sono lasciati sfuggire; l’ultimo ritrovamento interessante sono gli ingranaggi originali dell’orologio della villa, che si dice essere uno dei primi orologi in un abitazione privata. È un orologio apposito per i lavoratori, formato da 24 ore. Le lancette venivano cambiate costantemente per segnare sempre le ore di luce in modo tale che le 24 coincidessero con il tramonto, ossia alla fine della giornata lavorativa. I mesi venivano indicati dai segni zodiacali e determinavano i momenti di raccolto; infine, l’ingranaggio centrale segnava le fasi lunari per i momenti di semina.

La produzione di vini

Una finestra all'interno dell'atrio si apre sul brolo piccolo, dove tutto ha avuto inizio. Il primo vigneto è stato impiantato negli anni 50. È stato rimosso sei anni fa perché le piante, troppo vecchie, non facevano più frutti. La famiglia ha colto così l'occasione per piantare un vigneto nuovo, con piante clonate da quelle originali. Questo perché i Ciani Bassetti hanno cercato di ricreare il brolo piccolo al tempo dei Giustinian. Abbiamo quattro ettari di vigne davanti a noi, lo sfondo perfetto per una cartolina. Giulio, proseguendo il racconto ci dice che ora sono centodieci gli ettari destinati ai vigneti. Le antiche barchesse hanno visto nascere tutti i vini del castello. Negli ultimi anni la produzione è stata trasferita in una cantina più moderna a Mogliano Veneto anche se l’invecchiamento di alcuni vini come il Cabernet avviene ancora nelle cantine del castello tra botti di rovere di slavonia e rovere francese. L'unione della famiglia con il castello si è completata con la nascita delle due baronesse, figlie di Claudio. Per festeggiare sono stati creati due nuovi vini, Isabella e Ilaria; il primo è uno spumante Brut, il secondo un Raboso Piave passito.

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